venerdì 23 maggio 2014

La stazione delle biciclette a Muggia

Stasera alle 18.30 si è brindato per il taglio del nastro all'inaugurazione della stazione delle biciclette di Muggia, proprio dove fino a pochi anni fa sorgeva uno dei due distributori di benzina della cittadina. Presenti il sindaco, gli assessori, i funzionari e gli altri personaggi che si sono occupati del progetto.




L'associazione che ha ideato, realizzato e che gestirà il punto bici è Viaggiare Slow, associazione sportiva il cui motto è andante, adagio, sostenibile e che cerca di diffondere la propria filosofia di un viaggio di qualità, rispettoso e senza fretta, con lo sguardo rivolto ad est. Suggeriscono itinerari personalizzati lungo tracciati minori, organizzano escursioni per far scoprire il territorio seguendo soprattutto il tracciato dell'ex-ferrovia Parenzana, ora strada della salute e dell'amicizia; percorso su cui hanno scritto una cicloguida.

Il BikePoint è in via Battisti 5, vicino al posteggio Caliterna, fornirà un meccanico ma anche la possibilità di ripararsi la bici da soli, noleggio, prossimamente bike sharing, oltre che fungere da base per le pedalate verso il lungomare o verso la parenzana.

«La stazione diventerà sede e centro di una rete di attività dell’associazione e fulcro della progettualità innovativa della città nell’ambito di una nuova mobilità sostenibile e osservatorio privilegiato sul mondo del turismo slow» scrivono sul loro sito per presentare la stazione.

«Si bella idea, ma andrebbe tenuto ben presente che non ci sono le piste ciclabili a Muggia» commenta un cittadino. 

Ed è vero: ora come ora la parenzana inizia a un paio di chilometri dal centro e per raggiungerla bisogna percorrere un tratto di strada su cui transita tutto il traffico da e per Muggia, oltre ad attraversare il ponte sull'Ospo; dall'altro lato, terminato il villaggio di San Rocco, per tutto il litorale non c'è neanche il marciapiede, figuriamoci la pista ciclabile.

«Però più piste ciclabili non sempre significa maggiore ciclabilità. Pensiamo alle zone 30, pensiamo ad azioni e iniziative per stimolare le persone ad un maggiore uso della bici anche per i piccoli spostamenti e all'educazione alla tolleranza verso il più debole in strada» replica l'associazione.

Riempire Muggia di piste ciclabili sarebbe impensabile oltre che inutile e anche costoso. Ci sono pochi punti strategici: me ne vengono in mente soltanto i due già citati.
Dal lato Ospo si può e si deve migliorare la situazione con un tratto di vera e propria pista ciclabile dal piazzale Alto Adriatico al ponte, o meglio, alla rotonda che prima o dopo sarà realizzata su quell'incrocio. Però poi, ciclisti, usate la ciclabile! È inutile che ci facciano la parenzana fin sotto casa e noi continuiamo a usare le strade a scorrimento veloce o quelle della zona industriale! Altro punto che mi rende perplesso è il parcheggio proprio all'inizio della ciclabile sull'Ospo che è di pertinenza solo dei diportisti, costringendo le famiglie a posteggiare a molo balota o al Falseggi per poi dover percorrere il tratto di cui ho già scritto. Poi uno pensa: se il percorso dei treni diventa un percorso per bici, la stazione dei treni diventa una stazione per... NO: motociclette. Che non ci sarebbe neanche niente di male, se però si fosse previsto almeno un po' di posteggio e di biciofficina, e magari si integra con scuola guida e trial (che fanno già per le moto). 
Dall'altro lato la faccenda è più complicata perché il tratto è molto più esteso e costretto tra scarpata e mare. Viaggiare Slow ha già iniziato la scorsa domenica a portare la cittadinanza in bicicletta dal centro al campeggio militare di Lazzaretto e continuerà con iniziative di questo tipo a convincere le persone che per godersi al meglio il litorale è meglio lasciare a casa la macchina. Intanto si può incominciare a mettere quei cartelli giganti che avvertono gli automobilisti di stare attenti ai ciclisti.
Ma l'associazione ha già preparato questo ed altro: sono pronti da un anno e in attesa delle autorizzazioni le tabelle informative multilingue con tanto di QR che spiegano, oltre a dove si è e dove si può andare, anche cosa si può trovare in questi luoghi e perché bisogna visitarli e percorrere questi tratti lentamente.


Per come la vedo io l'iniziativa si sarà realizzata appieno soltanto quando ci saranno quattro o cinque stazioni di questo tipo, sviluppando il bikesharing ma anche un noleggio più agile, con convenzioni in tutti gli alberghi non solo di Muggia ma in tutte le tappe della Parenzana e i tutti i paesi della rete ciclabile del Carso. Per maggiori informazioni su questo aspetto, visitare il sito di Bikeways.eu.

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